PRODOTTO IN ITALIA SENZA L’USO DI FITOFARMACI, CONCIMI O DISERBANTI

La tecnica della pacciamatura vegetale prevede la semina autunnale di un erbaio costituito dall’unione di leguminosa e graminacea. La semina avviene su sodo (ovvero su terreni non lavorati) tramite un macchinario idoneo alla penetrazione a fondo nel terreno. Si crea così uno strato naturale pacciamante che permette di evitare la nascita delle infestanti e fornisce, nello stesso tempo, nutrimento alla pianta del riso.

La pratica del sovescio di leguminose consente, attraverso la semina e l’interramento di una coltura erbacea non da raccolta, di migliorare il suolo, arricchendone la struttura e aumentandone la materia organica. Le leguminose apportano inoltre i nutrienti (specialmente l’azoto) di cui la pianta di riso ha bisogno per crescere. L’erbaio da sovescio viene seminato in autunno ed interrato in primavera inoltrata, prima della semina. Le essenze maggiormente utilizzate sono veccia sativa, veccia villosa e trifoglio.

La regolazione dell’acqua è di fondamentale importanza ancora più che negli altri metodi di coltivazione: è necessario far nascere il riso e, allo stesso tempo, fare in modo che la fermentazione non sia eccessiva al fine di evitare la morte del germoglio. Una volta che il germoglio è emerso dall’acqua, è importante ponderare in modo equilibrato i periodi di sommersione e di asciutta per ossigenare correttamente il terreno.

Non utilizzando diserbanti, la gestione delle malerbe deve essere costante e integrata di stagione in stagione: le infestanti vengono contenute con lavorazioni meccaniche in seguito a falsa semina, con strigliature e con la pratica della rotazione colturale.

Il raccolto avviene durante le prime settimane di ottobre. Infine, il riso viene essiccato tramite gli essiccatoi dell’azienda e quindi insaccato per essere trasportato allo stabilimento di lavorazione e confezionamento.